Presupposti

 

Presupposti

Questo metodo è basato su alcuni presupposti o principi di applicazione che, nell’insieme, rappresentano una filosofia di vita, di apertura e flessibilità mentale, ma non solo mentale: un modello per rimanere ‘Young at Heart’ o giovane di spirito, come nella canzone. Quindi i presupposti non pretendono di essere delle ‘verità’ oggettive, ma semplicemente le basi per formulare, costruire e raggiungere i nostri vari Obbiettivi personali nella vita, sia per la salute, sia nel campo affettivo, per la realizzazione personale, nel lavoro o nella spiritualità:
1) Il metodo di PsicoSoluzioni è basato sull’approccio Olistico della persona, e vale a dire che ogni individuo è composto da cinque elementi: quello Intellettuale, quello Emotivo, quello Fisico, quello Sociale e quello Spirituale. Un problema può avere cause in ciascuno degli elementi, e gli effetti possono verificarsi come sintomi in altri elementi, per il fatto di essere concatenati fra loro.
L’aspetto Intellettuale copre il pensiero cognitivo: la concentrazione, l’attenzione, la memoria, ecc.
L’aspetto Emotivo copre tutta la sfera delle emozioni, quelle positive e quelle negative, che proviamo spontaneamente in risposta agli eventi.
L’aspetto Fisico copre la forma che abbiamo: il genere, la statura, l’apparenza, con gli inevitabili cambiamenti che avvengono con l’età o la malattia.
L’aspetto Sociale tratta i rapporti e la comunicazione che abbiamo con gli altri, amici e colleghi, famiglia e sconosciuti, tutti creati nell’arco della vita.
L’aspetto Spirituale riguarda ciò che ci dà un significato alla vita: ad esempio, la fede religiosa, l’etica o la moralità, l’altruismo.
2) Deve essere la Persona stessa a riconoscere il proprio stato attuale e voler cambiare, prendendo una parte attiva nel processo di cambiamento. Il metodo impiegato, sia con EFT che con tecniche della PNL, richiedono sempre l’impegno e la costanza della persona stessa, che gradualmente si impadronisce delle tecniche, fino al punto da poter gestire la propria condizione in piena autonomia.
3) La persona ha già dentro di sé le Risorse, l’Esperienza, la Creatività e il Potenziale che servono per superare le difficoltà, e generare il nuovo positivo Io. Attraverso le tecniche praticate, si possono attivare le risorse personali e le qualità necessarie.
4) In ogni caso la Dignità della persona non viene mai messo in discussione. Si fa una distinzione tra la persona, come individuo, e il comportamento, come un’azione avvenuta nel passato o che avviene nel presente, ma con cambiamenti al futuro. Utilizzando il verbo anziché sostantivo per descrivere l’azione e la persona, si crea la differenza nella percezione del significato, ad esempio, tra: uno Stupido e una persona che ha fatto una cosa stupida.
5) La mappa non è il territorio: l’esperienza è sempre soggettiva e ogni esperienza viene percepita da ciascuno secondo il proprio modello del mondo. In PsicoSoluzioni vige il Rispetto assoluto per la realtà dell’altro, per quanto assurda o ridicola possa apparire. Le tecniche presentate dimostrano come creare ed adottare una mappa nuova che può essere giudicata più utile alla persona.
6) Ogni Comportamento o atteggiamento è generato da una parte del subconscio con un’Intenzione Positiva per la persona. Potrebbe essere stato molti anni prima, quando la persona non aveva tante risorse quanto avrebbe oggi e quindi il subconscio ha scelto l’azione più immediato, più efficiente che poteva, dato le possibilità del momento. Ad esempio: un bambino può trovare che quando urla avrà subito l’attenzione esclusiva della mamma. Urlare potrebbe essere adottato come azione spontanea per attirare l’attenzione dell’altro.
7) Non parliamo di Insuccesso o Fallimento, ma piuttosto di un Inciampo, o un’esperienza che ci dà l’opportunità per imparare un approccio diverso.
8) Con le tecniche di EFT si lavora principalmente per eliminare le emozioni negative e tutto il disagio che portano. Ma fatto questo, anche con le tecniche della PNL, l’attenzione si svolge verso lo Stato Soluzione per generare il positivo, costruire l’Io sicuro e soddisfatto, come voglio essere, secondo l’Obbiettivo stabilito per ogni situazione.

 

LA VISIONE OLISTICA DELLA PERSONA

Il dualismo del filosofo René Descartes che sostiene la distinzione tra corpo e mente come due entità separate ha avuto enorme influenza sulla scienza medica, sui sistemi sanitari e nelle convinzioni culturali nell’Occidente dalla seconda parte del 1600 e tutt’oggi il modello biomedico è dominato dalla prospettiva riduzionista, che tratta le parti del corpo singolarmente senza una visione complessiva della persona.

La prospettiva olistica, invece, afferma che la persona va valutata nella sua interezza, le dimensioni della persona sono tutte rilevanti e contribuiscono tutte alla nostra esperienza, un concetto fondamentale nella tradizione della salute in altre culture, specialmente orientali, e anche nelle medicine non convenzionali, nelle terapie alternative e in tutte le discipline bio-naturali per la salute. Questo modello vede la persona come un’integrazione di cinque dimensioni chiavi: la psicologica, l’emozionale, la fisica, la sociale e la spirituale, con l’interazione e l’interdipendenza tra di essi, e la persona interagisce in modo continuo e costante con l’ambiente esterno materiale e sociale.

Il benessere psicofisico della persona è visto come un riequilibrio delle varie componenti, dal momento che quel che succede in una delle parti porta naturalmente delle conseguenze anche nelle altre, e quindi le cause di uno stato di disagio devono essere cercate in tutte le dimensioni. La salute non è intesa semplicemente come l’assenza di malattia, ma piuttosto come un senso di benessere di fondo, con libero flusso di energia attraverso tutti gli aspetti della persona, fisico, mentale e spirituale, che continua nel tempo anche attraverso i momenti più difficili che incontriamo tutti nell’arco della vita.

L’aspetto psicologico comprende l’intelletto e tutta l’attività cognitiva: pensiero, percezione, concentrazione, attenzione, memoria e quant’altro. L’emotività include le emozioni di primo grado, come la rabbia o la felicità, e le emozioni di secondo grado, le emozioni provenienti dalla riflessione sui stati emotivi, come la vergogna di provare rabbia o la soddisfazione di essere felice. La dimensione fisica copre la sfera del corpo, forma, età, genere e stato. La sociale riguarda le relazioni tessute nel corso della vita, dalla famiglia ai compagni di scuola ed amici ai rapporti sviluppati in età adulta, oltre all’influenza della comunità in cui si vive. L’aspetto spirituale riguarda ciò che ci dà significato all’esistenza: la religiosità, i valori morali gli ideali e così via.

I punti cardine dell’approccio olistico alla salute sono i seguenti: la persona con suo disagio va considerata sempre nel suo contesto sociale e in funzione allo stile di vita nel suo complesso, anziché come un caso in isolamento; si favoriscono i processi di responsabilizzazione ed auto-guarigione, anziché la visione paternalistica che causa dipendenza da aiuti esterni; l’attenzione deve essere principalmente sullo stato di salute come obiettivo anziché sul disagio; si indirizza la persona verso la realizzazione di sé in tutti gli aspetti, come propone Michel Foucault (1982) anziché incoraggiare l’accontentarsi o la rassegnazione a situazioni materiali e relazionali incompatibili.

 

LA CAPACITA’ DI AGIRE IN AUTONOMIA

Il concetto di autonomia, sviluppato nella filosofia esistenzialista in contrapposizione al determinismo della psicologia comportamentale, comporta vari momenti: la riflessione sulla propria esperienza, la considerazione di scelte alternative, l’impegno di mettere in atto una di queste e poi di assumere responsabilità per l’azione scelta. Nel modello esperienziale la persona è un agente intenzionale con la potenzialità e la capacità di agire in autonomia e quindi di modificare e sviluppare la propria personalità (Assagioli, 1974) e l’esperienza vissuta richiede quindi una costruzione attiva da parte dell’interessato. Secondo la prospettiva esistenziale, sebbene ci siano molteplici fattori determinanti che costringono la nostra vita, (fattori biologici, di cultura, della comunità geografica e culturale, delle relazioni sociali, e così via) abbiamo comunque il potere, attraverso l’acquisizione di consapevolezza di questi fattori determinanti, di riappropriarci della capacità di agire intenzionalmente ed autonomamente, in ‘situated freedom’ (libertà posizionata) come suggerisce Carl Rogers, teorico dell’approccio umanistico. Per illustrazione di quanto detto si potrebbe usare la metafora del linguaggio che ha una struttura e parole determinate, ma attraverso di esso, si possono generare un’infinità di frasi originali, ognuna espressione di libera creatività.

 

L’UNICITA’ DELL’ESPERIENZA SOGGETTIVA DI OGNI INDIVIDUO

Un assunto fondamentale è la natura esclusiva ed unica dell’esperienza soggettiva, come ogni uomo e donna è fatto/a con un bagaglio genetico e biologico distinto, con una sensibilità, emotività e personalità irrepetibile, e attraverso le esperienze di vita vissuta, si costruisce la propria mappa del mondo, come interpretarlo e come muoversi e reagire nelle situazioni. Quando il comportamento di un altro ci sembra singolare o anche assurdo, bisogna sempre ricordare che per quella persona il suo comportamento è appropriato, secondo la sua interpretazione della realtà, secondo il suo modello del mondo e dei rapporti, e deve essere sempre e comunque rispettato in quanto tale.

 

LE SOLUZIONI SONO GENERATE DALL’INCONSCIO

La mente cosciente è la parte logica, analitica e critica, la parte che elabora informazioni con i processi cognitivi e cerca sempre di capire e codificare l’esperienza. Comunque è anche la parte meno adatta a risolvere i problemi perché anche quando si capisce logicamente la questione, l’espressione “è più forte di me” significa che è al di fuori del controllo della mente cosciente, come il fumatore che vorrebbe smettere di fumare ma non riesce. Mentre invece la mente inconscia immagazzina tutta la conoscenza del sistema persona, dalla regolazione delle funzioni fisiche (la respirazione, battito cardiaco, sudorazione e via scorrendo) ai ricordi, alle reazioni emotive e comportamenti istintivi naturali e imparati, e tutto questo però rimane fuori dalla nostra consapevolezza. L’inconscio si esprime attraverso sensazioni, emozioni, sogni e momenti d’ispirazione, e quindi è la persona stessa, attraverso una ricerca interiore, a trovare spontaneamente le possibili risposte e le migliori soluzioni. Nella lezione facciamo esercizi pratici per imparare il processo da seguire, dopodiché ognuno è maestro della propria esperienza.

 

IL POTERE DEL PENSIERO

Il solo pensiero può provocare reazioni emotive e fisiologiche nella persona, con effetti piacevoli o meno, come si può verificare semplicemente pensando, intenzionalmente, ad una musica preferita, un paesaggio o una persona cara, e notare le sensazioni piacevoli che si provano. Nello stesso modo, pensare ad un ragno, serpente o topo, per molte persone è sufficiente per far aumentare la pressione arteriosa, la respirazione e la sudorazione nella reazione tipica di paura. Grazie al fenomeno di questa influenza, la forza del pensiero positivo può essere sfruttata, volontariamente, attraverso gli esercizi studiati, per procurare proprio le sensazioni positive nei momenti in cui servono.

 

REALIZZAZIONE DI SE’ COME UNICITA’

In sintonia con la teoria di Abraham Maslow (1968) sullo sviluppo personale, si tiene come meta finale del nostro lavoro la realizzazione dell’individualità, e uno dei metodi seguiti è la ricerca delle strategie personali per raggiungere i momenti ‘flow’ (Csikszentmihalyi 1992), l’esperienza di focalizzare l’attenzione nell’esecuzione di un attività: ballare, fare sport, dipingere e così via. Quando l’energia necessaria fluisce (flow) spontaneamente, in uno stato ottimale, si prova una sensazione di essere fuori del tempo/spazio, uno stato di benessere, in completo equilibrio tra tensione e rilassamento. La possibilità di individuare e coltivare questi momenti, per poi generalizzare le sensazioni ad una gamma più vasta di esperienze, aumenta sensibilmente la qualità della vita di una persona.

 

RISPETTO E DIGNITA’

La dignità della persona non viene mai messa in discussione, qualunque sia il comportamento indesiderato che presenta. Si presuppone una separazione concettuale tra il comportamento e la persona, separazione che facilita la ricerca di comportamenti alternativi da adottare, lasciando intatta l’integrità personale prima, durante e dopo il processo.

 

LE ASPETTATIVE LE SPERANZE E L’EFFETTO PLACEBO

A prescindere dal tipo di terapia alternativa impiegata, Mitchell and Cormack (1998) affermano che la natura del rapporto terapeutico è centrale e basilare ad una risoluzione soddisfacente dell’incontro. Quando la persona si sente valorizzata, ascoltata con attenzione, simpatia e in maniera non giudicante, nel rispetto della sua dignità, la persona acquisisce aspettative positive e la convinzione di poter migliorare. L’interazione complessa tra la mente, il cervello, il sistema immunitario e la salute generale (psychoneuroimmunologia) costituisce la base scientifica dell’effetto placebo (Armstrong, 1993) il quale riduce la sofferenza e l’esperienza soggettiva di disagio in tanti casi con efficacia uguale o superiore ai medicinali tradizionali, come sostiene Evans (2003) e pertanto l’effetto placebo merita tutta la nostra attenzione e ricerca, ma soprattutto da parte dei professionisti della salute, anziché l’atteggiamento di disprezzo che si riscontra troppo comunemente. Queste caratteristiche tipiche del rapporto terapeutico sono rispettati e mantenuti anche nel lavoro di gruppo, dove ognuno è tenuto a intervenire nelle modalità raccomandate, e in questo modo le aspettative e le convinzioni di ciascuno si formano e cominciano già dall’inizio ad avere un effetto positivo.

 

L’ETICA PROFESSIONALE

Il codice etico al quale aderisce la scuola di PsicoSoluzioni richiede all’operatore di informare la persona utente delle reali possibilità di miglioramento, di consigliare sempre per il bene della persona come unico obiettivo e di prestare l’opera sempre con la massima serietà e professionalità, senza fare niente che potrebbe compromettere la dignità o l’indipendenza della persona. Altresì la disciplina sarà impartita in modo integrativo, tale da rinforzare e stimolare gli effetti di eventuali analisi, consulenze o cure della medicina convenzionale, come nelle raccomandazioni del codice deontologico del sindacato SINAPE, Clacs, CISL per le discipline bio-naturali. E’ soprattutto importante che questa disciplina venga adoperata con lo scopo finale di rendere le persone più consapevoli della propria capacità, autonomia e potere di gestire il proprio comportamento e la propria esperienza, le relazioni con gli altri e all’interno della comunità, come propone N. Heather (1976) in modo che sia la persona stessa a gestire e controllare i processi di modifica esattamente alla maniera che ritiene desiderabile per sé. Lucy Pole si attiene alla descrizione di operatore nelle discipline del benessere e bio-naturali della Regione Toscana, ai sensi dell’art. 5 della L.R. 2/2005, l’operatore …’utilizza tecniche inerenti il miglioramento della qualità della vita, l’educazione a stili di vita salubri e rispettosi dell’ambiente, l’informazione per favorire in generale la promozione del benessere della persona. Non è autorizzato a realizzare attività riservate a personale sanitario nè a sospendere, modificare o ritirare il trattamento prescritto da un medico. Non ha titolazione ufficiale o abilitazione professionale alla pratica di professioni sanitarie. “…una scienza morale il cui scopo è di aumentare, non la padronanza sugli altri, ma la padronanza sui propri possibili modi di vivere…” J. Shotter, psicologo

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